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siamo sul Piccolo!

 

Oggi siamo sul Piccolo! Il nostro quotidiano ci dedica un’intera pagina a firma di Emily Menguzzato e racconta della nostra caratteristica principale, che non è l'abilità di giardinieri o la capacità di prenderci cura delle seimila rose del Parco di San Giovanni, cose in cui siamo particolarmente bravi, ma l’attenzione alle persone. Un’attenzione che fa stare bene, che produce salute, come ha dichiarato il nostro presidente Giancarlo Carena.

Buona lettura a tutti e tanti auguri a noi de che spegniamo le prime 40 candeline!

 

 

 

 

Un po' di storia..

 

La Cooperativa Agricola Monte San Pantaleone nasce a Trieste in un terreno sul monte San Pantaleone, appunto, nel 1978 su iniziativa di alcuni operatori pubblici all’interno dell’ampio processo di deistituzionalizzazione che a partire dall’ospedale psichiatrico coinvolge settori nuovi della città.

Dentro la complessità di questo processo si trattava di costruire strumenti capaci di valorizzare ed emancipare persone escluse dal mondo e contemporaneamente proporre forme di integrazione tra il mondo della produttività e il mondo dell’assistenza tenuti da sempre separati nelle società avanzate.

La forma cooperativa ne diventava il nuovo modello.

Al momento della sua fondazione la Cooperativa Agricola Monte San Pantaleone è composta da dodici persone provenienti in larga maggioranza dall’area del disagio e all’inizio della sua attività si occupa di agricoltura ad indirizzo biologico.

Tale attività viene svolta per alcuni anni, con modalità assolutamente innovative rispetto alla questione della tutela della salute e del rispetto per l’ambiente con uno sguardo particolare al concetto di benessere individuale e sociale.


La produzione agricola della Cooperativa trova un suo sbocco esterno nell’apertura di uno spaccio autonomo che ha sede all’interno dell’ex-ospedale psichiatrico.


Per il primo decennio di attività l’evoluzione economica della cooperativa si mantiene su livelli relativamente bassi mentre soddisfacente risultano essere l’integrazione e la valorizzazione del personale coinvolto che ancora presenta competenze produttive piuttosto mediocri. Se nei primi anni la cooperativa riusciva a sopperire alla questione economica con risorse provenienti dal mondo assistenziale e sanitario, nel 1987 fattura circa 100 milioni ed occupa tre persone.

D’altra parte la stessa attività dell’agricoltura presenta oggettivamente difficoltà di produzione di reddito; crea però, storicamente, una premessa indispensabile che bene fa da ponte ad una necessità nuova che si va aprendo nel mercato di Trieste e non solo, quella del giardinaggio.

 

 

 

Così, si apre quello che si potrebbe definire il secondo ciclo della Monte San Pantaleone: tra le scelte più significative l’individuazione di un’attività più produttiva e la fertile riorganizzazione di tutta l’Amministrazione della Cooperativa in un clima generale che nel frattempo muta i termini sociali e culturali di riferimento.


Nel 1988 quindi prende avvio l’attività di giardinaggio che progressivamente si sviluppa diventando di fatto l’attività prevalente fino al 1990 in cui si consolida definitivamente come unica attività.
Nel 1991 viene approvata la legge: ‘Disciplina della Cooperative sociali’ strumento che contribuisce in maniera significativa alla crescita della cooperativa.


Tale legge infatti prevede la possibilità da parte degli Enti di stipulare convenzioni con le cooperative per la fornitura di beni e servizi finalizzati a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.
Alla luce di questa opportunità diventa obiettivo prioritario la riformulazione di un’impresa che, senza tradire gli assunti di base, riesca a diventare competitiva e a meglio centrare la sua funzione.
La Cooperativa Agricola Monte San Pantaleone acquisisce commesse dall’Ente Pubblico sia sul mercato normale, vincendo gare d’appalto, sia avvantaggiandosi di opportunità di segmenti di mercato destinati alla Cooperazione Sociale. Contemporaneamente sviluppa una ricerca sulla domanda del mercato privato per definire anche un’immagine pubblica competitiva (investimenti in pubblicità con realizzazione di un logo, depliants, materiale cartaceo, spazi sui giornali, ecc.)
Contestualmente al presidio del ‘mercato che esiste’, la Cooperativa Monte San Pantaleone avvia una ricerca sistematica sul ‘mercato da inventare’.

 

 

 

E arriva quella che si puo’ definire la terza fase della Cooperativa, fase in cui oltre all’organico “classico”, entrano tra i Soci anche laureati naturalisti, con cui si sviluppano nuove idee e orizzonti. Contestualmente si comincia a riempire San Giovanni, divenuto ormai un Parco pubblico aperto sempre, di quelle rose che l’architetto Braidotti aveva pensato come ornamento dell’Ospedale nel 1908. E lo si comincia a riempire di gente, di contenuti nuovi, di fiori e piante, di eventi.

 

 

Noi andiamo avanti così.

 

 

Agricola Monte San Pantaleone

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